
Aspetti positivi e negativi su ciò che dichiara l’azienda.
E’ stato recentemente presentato il nuovo OPPO Find X9 Pro. Il dispositivo dell’azienda cinese, sulla carta, sembra voler alzare l’asticella dell’imaging mobile in modo piuttosto netto. L’elemento che cattura subito l’attenzione, secondo quanto dichiarato dalla multinazionale, è il teleobiettivo Hasselblad da 200MP, presentato come il più avanzato mai visto su uno smartphone. Possiede un sensore enorme da 1/1.56”, un’apertura f/2.1 insolitamente ampia per una lente periscopica e la possibilità di mettere a fuoco a soli 10 cm, cosa che apre scenari creativi interessanti come il tele-macro, solitamente territorio di nicchia. Il fatto che OPPO dichiari un lavoro congiunto con Hasselblad dalla parte ottica al software aggiunge una certa credibilità alla promessa di qualità superiore, e il nuovo LUMO Image Engine sembra puntare tutto sulla gestione multi-frame e il recupero dei dettagli anche alle risoluzioni più spinte. L’idea degli scatti 200MP che permettono ritagli multipli ultra nitidi è accattivante, e i sample del comunicato ufficiale vanno tutti in quella direzione. In più, lo zoom lossless fino a 13,2x e il digitale fino a 120x (200x con Teleconverter) lo posizionano come un device pensato in modo esplicito per concerti, eventi sportivi e tutte quelle situazioni dove serve avvicinarsi senza muoversi di un centimetro. Proprio su questo OPPO insiste parecchio (e lo dichiarano più volte), introducendo la “Stage Mode”, la modalità dedicata ai concerti che gestisce automaticamente luci estreme, controluce e variazioni improvvise.
L’attenzione all’audio è altrettanto forte: i quattro microfoni e l’AI Sound Focus promettono registrazioni che isolano voce e strumenti dall’ambiente, una cosa che molti smartphone faticano a fare. Interessante anche la parte video: 4K 120fps con Dolby Vision su tutte le camere, switch fluido tra sensori e una modalità Pro Video con LOG, ACES e controlli più “da creator” suggeriscono che OPPO voglia davvero dedicare il telefono anche a chi produce contenuti in modo professionale.
Il nuovo Teleconverter Hasselblad è una mossa inaspettata: un accessorio fisico con ingrandimento 3,28x che porta l’ottico a 10x reali e promette un feeling da lente fotografica vera, qualcosa che raramente si vede nel mondo smartphone. Se funziona come dichiarato, potrebbe diventare un plus per una nicchia precisa, anche se rimane un accessorio aggiuntivo da portarsi dietro e va valutata la sua comodità.
Guardando però tra le righe, qualche potenziale punto debole emerge. Tutta la presentazione punta sull’esperienza fotografica, ma dice poco o nulla su aspetti come batteria, dissipazione termica, peso del dispositivo, stabilizzazione avanzata o prestazioni del chipset, elementi fondamentali quando si parla di scatti a 200MP, 4K 120fps e zoom estremi. L’apertura f/2.1 del periscopico è un grande punto di forza in notturna, ma potrebbe comportare un modulo più ingombrante e pesante; non sapere le dimensioni e il bilanciamento dello smartphone lascia qualche dubbio sulla maneggevolezza. Anche lato software, l’affidabilità del nuovo LUMO Engine resta tutta da verificare: le elaborazioni a risoluzione così alta richiedono potenza e ottimizzazione, e l’assenza di informazioni sulla gestione del “rumore” in condizioni reali rende difficile immaginare le prestazioni notturne più estreme. Infine, la promessa di risultati “di livello DSLR” è sempre un terreno scivoloso: è chiaro il messaggio, ma finché non si vedono test reali, resta un’affermazione un po’ da marketing.
Detto questo, da quanto emerge finora il Find X9 Pro sembra uno dei pochi smartphone del 2025 a presentare novità realmente significative nel campo del teleobiettivo, non solo un aumento di numeri sulla carta. Se OPPO ha fatto davvero i passi avanti che racconta, potrebbe essere uno dei dispositivi più completi per chi vuole fare fotografia mobile avanzata, soprattutto in situazioni complesse come concerti, distanza estrema e dinamiche veloci. Bisognerà capire se tutto questo potenziale sarà altrettanto solido nella vita reale, ma almeno sulla carta l’obiettivo è chiaro: rendere lo zoom e il sensore foto i veri protagonisti. (c.c.)




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